"Amici miei" di Calabaza - Cenacolo di Ares

Casa Editrice ed Etichetta Indipendente
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Amici miei -  Calabaza
Formato CD

PRESENTAZIONE
Ho incontrato per la prima volta Giacomo Calabaza nel secolo scorso, agli inizi del ‘900, intorno al 1930 per la precisione. Ci trovavamo entrambi a Parigi, in un piccolissimo club dove il nascente jazz europeo muoveva i primi passi. La sera suonava Django Reinhardt, in compagnia di Stéphane Grappelli e del loro leggendario quintetto. Notai subito quel tipo dall’aspetto trasandato, con quell’aria un po’ bohémien, sicuramente non era francese e sicuramente era a Parigi per tentare di inserirsi in qualche ambiente artistico, non potevo sbagliarmi. Non ho mai avuto problemi ad attaccare bottone con gli sconosciuti, e così feci pure quella volta. Gli parlai in francese, mi rispose in italiano, era lì da mesi, scoprii più avanti, ma non parlava una parola della lingua locale, era sempre stato negato per le lingue. Non mi ero sbagliato, era un chitarrista e stava cercando la sua strada. Dopo il concerto ci trattenemmo a bere qualcosa in quel buco di locale e passammo molte ore a chiacchierare sul senso delle nostre ricerche e dell’arte. Diventammo amici, avevo deciso che quel tipo umano mi piaceva e ci frequentammo per un periodo. Mi stupì il fatto che non avesse altri amici, lo vedevo sempre solo. Sì, ogni tanto mi faceva qualche nome, mi diceva che aveva scritto una canzone per questo e per quell’amico e me le faceva sentire. Le trovavo una gran figata, mi piaceva come suonava e come cantava, con quel tocco manouche che sicuramente aveva preso dal grande chitarrista gipsy e quel recitato che non aveva bisogno di nient’altro, se non della sua chitarra suonata abilmente. Mi ricordo ancora qualche nome, Malva, Serena, Ghero e Cenzo, Luca e qualche altro. Persone che non incontrai mai, forse erano frutto della sua fantasia, forse mi aveva detto una bugia, ma poco importava, mi piacevano e questo bastava. Vidi solo Fedro, un bastardino che aveva scroccato da un amico per racimolare qualche soldo suonando per strada, accompagnandosi con un vino scadente. Ci perdemmo di vista, sapevo che a Parigi non ce l’avrebbe fatta. Lo rincontrai molti anni dopo, in Italia, a Parigi non ce l’aveva fatta e aveva deciso di cambiare area. Eravamo nuovamente a un concerto, di Paolo Conte questa volta. Lo riconobbi subito, era senza dubbio lui, era solo invecchiato male. Questa volta non mi avvicinai subito, aspettai la fine del concerto. “Ti piace Paolo Conte?” gli dissi, si girò e anche lui mi riconobbe subito, ero senza dubbio io e pure io ero invecchiato male. “Ecco da dove viene il tuo cantato” aggiunsi. Il suo viso si aprì in un ghigno che voleva essere un sorriso, non era tipo da farsi prendere dall’entusiasmo, come me d’altronde, anche per quello mi piaceva. “Ti ricordi quelle canzoni degli amici?” mi disse a un certo punto, risposi affermativamente, allora lui si frugò in tasca e tirò fuori un cd. È questo.
Ivo Murgia


Amici miei
Musica
Anno di pubblicazione 2022
Titolo: Amici miei
Auore: Calabaza
Formato: CD
Prezzo: Euro 11
Codice a barre: 8016670154006
DISPONIBILE
11.00 €(IVA incl.)
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