"La mia voce libera" di Gisella Vacca - Cenacolo di Ares

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LA MIA VOCE LIBERA (cose che ho imparato sul canto e sulla vita) - GISELLA VACCA


Prefazione di Maria Paola Murgia
“Non assumersi responsabilità nei confronti del proprio sogno, del proprio disegno, è la maggiore e la più grave delle responsabilità”. Così Simone Perotti, nella sua filosofia del quotidiano, esprime il più importante concetto perché si possa condurre una vita autentica. E continua: “I sogni sono un patto con sé stessi, sono una forma di promessa che deve essere mantenuta”.

E questa è la lezione più bella e più preziosa che anche Gisella ci regala in queste pagine. Il sogno di cantare la accompagna per diversi anni, celato e sopraffatto da un senso di responsabilità di figlia e studentessa virtuosa in medicina, e in più occasioni schiacciato e tarpato da giudizi negativi sulle sue possibilità canore.

Gisella non si arrende a tutte le difficoltà e a un certo punto della sua vita non solo consegna a sé stessa la possibilità di attuare questo sogno ma realizza nel corso degli anni un percorso artistico all’insegna della più totale libertà, autenticità, profondità, che le consentirà di vivere il canto liberandolo dagli schemi della tradizione e in stretta connessione, abbraccio e completezza con il teatro e la poesia.
La devozione per il significato autentico della storia e dei personaggi, nel canto come nel teatro, la porterà a un’incessante e instancabile ricerca, per sé stessa e per i suoi allievi, e le farà recuperare anche tutti quegli elementi talvolta trascurati che realizzano le possibilità di un canto libero ed espressivo ai fini dell’autenticità del messaggio artistico, come per esempio il falsetto e l’utilizzo espressivo dei respiri.
Gisella affida un ruolo primario al fraseggio e all’articolazione e infine all’interpretazione, affinché la comprensione, il messaggio e il senso profondo dell’Arte possano massimamente essere realizzati.
Ma l’operazione che le fa più onore è quella di riconsegnare al canto e all‘arte la sua azione salvifica, l’elevazione alla bellezza, il potere curativo, che Gisella stessa riconosce nell’incessante dialogo e viaggio con sé stessa, con lo spettatore attraverso la capacità di emozionarsi ed emozionare, e con una profonda empatia con l’allievo.
L’empatia di Gisella è tale da avvertire con i suoi allievi quella che lei definisce una “vibrazione simpatica delle voci”.
L’ insegnamento del canto diventa una forma di missione che rivendica il diritto per tutti di cantare e studiare canto, anche per i meno dotati, perché l’espressione artistica non ha a che fare con l’estensione vocalica o talune abilità tecniche.
Riponendo tutta la sua energia vitale in un canto che diventa terapeutico per sé stessa e poi anche per gli altri, libera anche quell’innata predisposizione a un desiderio di cura e di aiuto per il prossimo e per i più fragili, riconoscendone le origini da un senso di amore per la giustizia, assorbito in età infantile ed ereditato in ambito familiare.
Gisella condivide in queste sue pagine le strategie didattiche e pedagogiche affinate nel corso degli anni, alcuni degli esercizi, delle tecniche e dei metodi per l’ottenimento di una voce libera che possa veicolare allo stesso tempo l’intensità della storia e dei personaggi e il potere curativo del canto.
Seguendo il fine ultimo che l’arte deve avere, traccia i punti essenziali che definiscono un buon cantante e un buon insegnante di canto.
Ripercorre con dovizia e con profonda conoscenza della materia gli elementi teorici e pratici del canto, passando da una lettura animata dell’anatomia e della fisiologia, a vivaci e affascinanti riflessioni sulla laringe quale organo sessuale secondario, arricchendo la descrizione con immagini poetiche relative al passaggio di registro e con preziose etimologie di alcuni concetti e parole a lei cari.
Sonda il legame profondo tra voce ed emozioni, esprimendo una visione completa della voce in relazione con tutto il corpo, infine consegna le ali alla voce perché essa rappresenti il cuore e l’anima.
In questa stretta congiunzione di canto arte e vita, la completezza e la spiritualità dell’artista Gisella si esprime tutta sul palco quando la forza delle sue parole, dei fraseggi e dei respiri è per davvero in grado di determinare addirittura un cambiamento profondo in chi l’ascolta, talvolta persino un mutamento delle scelte di vita, come accadde a me, una sera di quindici anni fa, sentendola recitare la poesia di Khalil Gibran “L’amore“. Quella sera Gisella mi cambiò la vita.

Lei scrive: “Il successo per me è essere pienamente soddisfatta e felice mentre faccio qualcosa, poterlo fare per la maggior parte del mio tempo e fare di quel qualcosa, in qualche modo, il mio lavoro”.

Gisella con queste pagine ci regala la testimonianza preziosa di una vita vissuta nel totale ascolto di sé e nella coerenza di chi custodisce e coltiva i propri sogni, sperimenta con coraggio tutto il suo perimetro, non lasciando nulla di intentato, nella vita come nel canto.

SCHEDA LIBRO

LA MIA VOCE LIBERA - cose che ho imparato sul canto e sulla vita -
è un insolita guida sullo studio del canto. Rivolta a tutti gli appassionati, è esposta in maniera molto semplice e comprensibile, per quanto inconsueta. Al di là dei principi essenziali legati alla didattica del canto, offre diversi spunti di riflessione su vari argomenti, snodandosi come un racconto autobiografico attraverso la peculiare esperienza artistica e umana, oltre che didattica, dell’autrice.
[…]
Da allora canto. Gioiosamente. Con le emozioni intatte. Il canto, delle mie attività̀, è ciò che più mi avvicina alla beatitudine. Certamente, gran parte di questa beatitudine è dovuta alla produzione di endorfine che il cantare, attraverso il necessario e specifico lavoro muscolare, scatena. Al di là dell’origine fisiologica, credo che questa gioia pura sia dovuta soprattutto al coronamento dell’autentico mio primordiale desiderio esistenziale. Non a caso è germogliato durante l’infanzia: i bambini sanno esattamente che cosa vogliono diventare da grandi, poi la maggior parte si smarrisce nei desideri degli adulti. Io, grazie al cielo, sono rincasata in tempo. Il tempo è soggettivo: in qualunque momento, ci si può rendere conto di essersi perduti, l’importante è ritrovare la strada prima di avere sprecato l’intera esistenza. Per questo non sarebbe male consultare ogni tanto il bambino che siamo stati e che dimora dentro di noi al di là degli anni che scorrono. Bisognerebbe chiedergli ogni tanto che cosa pensa dell’adulto che siamo diventati.



GISELLA VACCA
Artista di natura versatile, cantante laureata al Conservatorio di Cagliari, attrice di teatro e di cinema, regista teatrale, autrice. È ideatrice e interprete di recital poetici che esplorano in chiave colta i canti del mondo. Questa è la sua seconda pubblicazione dopo la raccolta di poesie Sulla mia carne morbida (Cenacolo di Ares). È docente di Canto e di Teatro Musicale alla Scuola Civica di Musica di Cagliari.


La mia voce libera
Gli indipendenti
Anno di publicazione 2024
Titolo: La mia voce libera (cose che ho imparato sulla vita e sul canto)
Autrice: Gisella Vacca
Copertina Morbida - 129 pagine b/n
Prezzo: Euro 15
ISBN 9791281025035
DISPONIBILE DAL 25/05/2024
15.00 €
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