Sisifo invecchiato - Cenacolo di Ares official

"In modo complesso, siamo artisti della semplicità"
pagina facebook ufficiale del cenacolodi ares
pagina ufficiale youtube del cenacolo di ares
Vai ai contenuti

Menu principale:

Sisifo invecchiato

Schede Libri e CD > Poesie
Prefazione di Lidia Riviello
“Nei confronti della fotografia ero colto da un desiderio ‘ontologico’: volevo sapere ad ogni costo che cos’era ‘in sé’, attraverso quale caratteristica essenziale essa si distingueva dalla comunità delle immagini.” Con queste parole Roland Barthes, ne ‘La camera chiara’, introduce la propria ricerca sul medium fotografico e sulla natura dell’immagine fotografica. Sapere che cos’è “in sé” la cosa guardata e da cui si è guardati. E il Sisifo invecchiato di Giuseppe Boy custodisce un ‘desiderio ontologico’ arcaico di guardare il mito nelle sue incursioni materiche, astratte, tragiche e comiche in quella che si può definire una condizione umana calata nelle tautologie del quotidiano, nelle meccaniche deflagrate del nostro vivere giocando ai fanti e ai cavalli nei ‘probabili futuri’ ( cit.)
Quest’opera è un concerto dove il soggetto si trasferisce in un mondo di oggetti sonori, di figure in cerca di forme. La forma di Sisifo è al contempo ferma e sospesa in una contemporaneità frigida e asettica, e animata e attiva in un tempo ideale che è quello delle idee e del pensiero. Una poesia che dà da pensare, cioè che offre il pensiero come azione quando osserva e di contemplazione quando è osservato, in quel margine di spazio. Da questo margine di spazio, dal limite e dall’angolo si vede ‘moversi il cielo e l’altre stelle’.
Il linguaggio di Giuseppe Boy si manifesta spesso in aforismi vertiginosi e lacci lirici molto tesi, intervallati dallo sguardo di Sisifo mito che guarda il mondo. Il Sisifo uomo non si lascia intimorire dalla grandiosità del mito, lo guarda direttamente come si fa con quel paesaggio disastrato e miracoloso che è l’architettura industriale. Molti testi ricordano quelle immagini di luoghi una volta dimenticati e che si manifestano adesso nella loro perturbante nudità.
Un punto di osservazione dal quale Boy guarda le costellazioni umane muoversi intorno alle assurdità dei nostri tempi è la comicità. Una comicità che ci riconduce in abissi sintattici e semantici a quel classico patrimonio delle maschere. La maschera è cara alla scrittura di Giuseppe Boy che la utilizza per trasformare l’astrattezza di un ruolo sociale in un corpo umano reale.
La storia raccontata in questi testi è una storia che non sempre si ‘tocca con mano’. Spesso si spegne nel corpo e al suo posto nascono fraintendimenti e camuffamenti. Per riaccendere il senso di una storia che restituisca a tutti il ‘volo d’uccello’, è fondamentale riscrivere i passaggi offuscati, anneriti dalle prevaricazioni e dagli abusi. In questo caso, trattandosi di scrittura, l’abuso è un problema del linguaggio. Tutto in questa scrittura è segno di reazione ad un abuso, ad una banalizzazione dei linguaggi circostanti. Tanto più appare privata la riflessione tanto invece si rivela ‘oggettivo’ il rifiuto per ‘qualcosa di personale’. Nulla è più solo personale quando una lingua ‘prende’ la parola e afferma di non essere complice dei delitti della specie. Di qualsiasi delitto di tratti e di qualunque prevaricazione di parli.
L’io nel suo manifestare le sue proteste e le sue denunce, non è un io accomodato e accomodante, pacificato. L’io di Giuseppe Boy è consapevole delle sue scissioni e separazioni da una unità falsa e inutilmente affermativa. Prende le distanze dal lirismo più asfissiante per narrare in forma si poesia la crisi del soggetto nella sua relazione con l’oggetto, con le figure e controfigure di questi tempi dove ‘le terre sbagliate’ ( cit.) sono feconde solo per pochi ‘Zeus’.
Questo è un Sisifo che lavora perché la sua esperienza non personale, appunto, ma mitica nel senso originario, di una narrazione investita di sacralità relativa alle origini del mondo. Se i modi con cui gli uomini hanno raggiunto le loro forme presenti non fossero considerati dalla scrittura di Boy ‘soggetti e oggetti’ di cui parlare, non servirebbe a molto analizzare questo linguaggio. Invece la narrazione di Sisifo invecchiato riguarda tutti e soprattutto gli uomini come sono adesso, nella loro attuale e diretta mutazione o immobilità. Perché invecchiato e da cosa? Forse dalla sua intelligenza che non è adattamento ma esperienza. Questo tipo particolare di intelligenza permette al Sisifo uomo di tenere il Sisifo mito in costante allerta. Non è vero che si sono pacificati uomini e dei. I conflitti continuano e le contraddizioni si alimentano. L’allerta , la veglia sono stati mentali che in questo caso, in questo libro contribuiscono in modo decisivo alla dialettica fra i tanti ‘io’ che si avvicinano alla tragedia dei mondi sospesi fra realtà e ipotesi, nel ‘cincischio’.

"Sisifo Invecchiato" di Giuseppe Boy

Anno di pubblicazione 2017
Titolo: Sisifo Invecchiato
Auore: Giueppe Boy
Copertina Morbida

Prezzo: Euro 12
Codice isbn: 978-88-99850-07-4

Disponibilità immediata
12.00 € Aggiungi
Cenacolo di Ares Edizioni - Aps Ethiquà - PIVA 03486480928
Torna ai contenuti | Torna al menu