Un Ulisse da taschino - Cenacolo di Ares official

"In modo complesso, siamo artisti della semplicità"
pagina facebook ufficiale del cenacolodi ares
pagina ufficiale youtube del cenacolo di ares
Vai ai contenuti

Menu principale:

Un Ulisse da taschino

Schede Libri e CD > Biografie
libro + cd inedito di traduzioni di Brassens
Presentazione di “UN Ulisse da Taschino”
È con grande piacere che scrivo qualche riga per presentare una nuova pubblicazione del Cenacolo di Ares dedicata alla vita, artistica e non solo, del Maestro Beppe Chierici.
Il racconto si dipana lungo tutta l’esistenza di Chierici per mezzo di un’intervista di Dario Faggella, artista a sua volta, che ha curato tutte le grafiche presenti in questa e in altre opere di Beppe, e al quale va il nostro ringraziamento. Una chiacchierata nata per caso, tra amici, più che un’intervista in senso classico, fredda e formale, ma anzi un’occasione per far risaltare aspetti poco conosciuti al grande pubblico di questo artista vagabondo e irriducibile umanista.
Si parte dalla prima infanzia, dove fanno da scenario un Piemonte e un’Italia in guerra e appena usciti dalla guerra, dove il nostro si troverà a conoscere e ad affrontare tutte le difficoltà e le privazioni di una situazione difficilissima. Dal patire la fame alla vigliaccheria dei crimini fascisti, dalla quale Chierici svilupperà già da allora un viscerale odio verso i prepotenti, i razzisti e i prevaricatori di ogni risma, e anche una grande sensibilità e solidarietà verso i più deboli, gli ultimi, gli indifesi e le vittime. Commovente il ritratto della madre, una donna piccola e minuta ma di straordinaria statura morale, coraggiosa e instancabile nell’aiutare non solo la sua famiglia ma anche quella di chiunque ne avesse bisogno, e non da ultimo le forze della Resistenza Partigiana e antifascista. Un esempio imperituro di bontà e forza d’animo, come ricorda lo stesso protagonista, che non lo abbandonerà mai per tutta la vita.
Altrettanto toccanti le pagine parigine dedicate all’amico Brassens, chansonnier francese padre di tutti i cantautori europei e non solo. Viene fuori un ricordo pieno di ammirazione, stima e affetto sia per l’artista che per l’uomo. Sì, perché Brassens non è stato solo quello straordinario artista che ha saputo rivoluzionare la storia della canzone con la sua poesia e i suoi contenuti ma è stato anche un grande uomo. Timido e riservato, in realtà molto risoluto nell’affermare e nel praticare la sua filosofia di vita anarchica, antifascista e solidale con i più sfortunati. Numerosissimi gli episodi di mecenatismo e altruismo verso artisti in difficoltà o uomini qualunque, uomini semplicemente. Beppe è stato suo amico personale e traduttore delle sue opere per molti anni, diffondendole, facendole conoscere e apprezzare al pubblico italiano, sempre con la supervisione e l’accordo dell’autore originale, che ne apprezzava la sua trasposizione.
Come non citare ancora, tra gli episodi fondamentali della sua vita, la lunga permanenza in Africa. Chiunque vi sia stato, sa che il continente africano rappresenta un’esperienza molto forte, che segna e lascia dentro tracce indelebili, e così pure è stato per il Maestro Chierici.
Ancora l’Europa del ‘68, tra Italia e Francia, con tutti i movimenti artistici della controcultura, il teatro spontaneo, per le strade, nei borghi, tra la gente. I compagni di viaggio, artisti straordinari che vivevano solo per la loro arte da condividere, senza compromessi e senza secondi fini. La lunga permanenza francese, il teatro, gli amori, il premio Molière e il ritorno definitivo in Italia, nel suo buen retiro umbro con la compagna.
In mezzo a tutto questo anche il rapporto non sempre facile con cinema e televisione. In particolare, nel caso del cinema, mi pare di leggere un qualche rammarico per un rapporto che sarebbe potuto essere più proficuo per entrambi ma vuoi per il carattere a volte schivo di Beppe, vuoi per le circostanze, la relazione non ha potuto essere fruttuosa come avrebbe meritato.
Una lunga sequela di incontri con artisti famosi, personaggi straordinari o semplicemente curiosi, amori, invaghimenti, delusioni, paure e speranze lungo ottant’anni vissuti intensamente e raccontati con una fluidità e una leggerezza che toccano l’animo del lettore.
Sì, perché anche se il libro si legge con grandissima godibilità, più di 200 pagine che volano letteralmente, sono presentati ritratti commoventi di uomini e donne incontrati dall’autore che non lasciano indifferenti. Una chiacchierata piena di sentimento e umanità dove il trasporto, la comprensione e la solidarietà sono il pane quotidiano del protagonista che oltre a essere un grande artista dimostra di essere anche un grande uomo, sensibile e vicino ai suoi simili, scevro di ogni interesse che non sia l’arte, la condivisione e la fratellanza dell’uomo con l’uomo.
Mi sia consentita anche una nota personale. Proprio l’anno scorso ho avuto la fortuna di conoscere il Maestro Chierici, che si trovava in Sardegna per un breve giro di presentazioni e col quale ho avuto anche il piacere e l’onore di condividere il palco in un incontro letterario cagliaritano. Ho quindi conosciuto Beppe, come mi permetto di chiamarlo, e ho avuto modo di apprezzarne dal vivo tutte le qualità che così bene qui si raccontano. Non posso che confermare quello che il lettore avvertirà nello scorrere di queste pagine, dove grandi qualità artistiche e grandi qualità umane si fondono e vanno di pari passo. Non succede così spesso come si potrebbe credere ma quando succede è una festa per ogni cuore sensibile.
Chiudo nella speranza che questo lavoro, che vede la luce grazie alla testardaggine del comune amico e direttore editoriale del Cenacolo di Ares, Igor Lampis, possa far riscoprire il lavoro di un grande artista europeo che merita di essere apprezzato per le sue straordinarie doti artistiche e umane che di questi tempi costituiscono un ottimo esempio e un bellissimo messaggio per tutti.

Presentazione del CD “100 volte W Brassens!”
Come dice il titolo del disco, siamo arrivati a 100!
Beppe Chierici ha raggiunto il suo obiettivo di cantare 100 canzoni di Brassens e noi collaboratori e fans ne siamo felici!
La mia esperienza personale con il traduttore/cantante Chierici è stata un’esperienza di curiosa e soddisfacente ricerca. Ho dovuto faticare non poco per scovare qua e là, dispersi nella rete, i suoi vecchi lavori e posso dire che sono tutti dei capolavori, dai primi degli anni 60 agli ultimi degli anni 2000.
E a differenza dei tanti traduttori e interpreti italiani che ho ascoltato, ho avuto subito la sensazione che questo uomo d’altri tempi facesse tutto ciò per un solo motivo: amore smisurato verso il suo amico Georges!
Cosa che appartiene solo a lui e motivo per cui considero Beppe Chierici il migliore traduttore e interprete italiano di Brassens.
Dopo averlo ammirato come artista, ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona e di poter collaborare con lui. Il frutto della nostra collaborazione è appunto questo disco di cui ho curato gli arrangiamenti e suonato le musiche insieme all’ormai sempre presente e insostituibile Giuseppe Mereu alias Doc Pippus che come me condivide la passione per i due cantautori.
Per queste tredici canzoni Beppe ci ha chiesto degli arrangiamenti semplici, chitarra e basso, che ricordassero gli originali e che profumassero di live, ed è quello che abbiamo fatto.
Infatti ascoltando il disco si ha l’impressione di essere catapultati in un vecchio locale dove un tipo come “Il Bercio”, tra un urlo e l’altro, riempie di vino scadente i bicchieri bucati dei suoi avventori assetati, mentre tre musicisti, incuranti della confusione, ma in perfetta sintonia con la situazione, tanto da avere loro stessi il bicchiere pieno, allietano la serata ai presenti con le belle canzoni del cantautore francese che, a poco a poco, catturano l’attenzione dei più distratti, dopo avere già catturato l’attenzione delle belle fanciulle in sala!
A cose fatte dopo l’ascolto del disco ho detto a Beppe: «Mi piace molto, è il disco più punk che hai fatto!»
Non so come l’abbia presa ma per me è un complimento sincero!
Buon ascolto.
Igor  Lampis
Gli autori
Beppe Chierici, piemontese, toro ascendente leone (per chi ci crede). […]
Dario Faggella nasce a Roma nel 1981. Dopo gli studi classici inizia, da autodidatta, a coltivare il proprio interesse per il disegno. Dopo alcune pubblicazioni su Pizzino ed Emme (l’Unità), incontra Beppe Chierici, per cui realizza disegni e fumetti presenti nel libro/disco «La Cattiva Erba». Gestisce il suo sito personale dariofaggella.it

"Un Ulisse da taschino+ cd 100 volte W Brassens" di Beppe Chierici

Anno di publicazione 2017
Titolo: Un Ulisse da taschino + CD “100 volte W Brassens!
Auore: Beppe Chierici
Illustrazioni e intervista di Dario Faggella
Copertina Morbida - 282pagine b/n - Prezzo: Euro 18
CD Allegato: “100 volte W Brassens!” con 13 canzoni di Brassens tradotte e cantate da Beppe Chierici
ISBN 9788899850111

Presentazione di “UN Ulisse da Taschino”
È con grande piacere che scrivo qualche riga per presentare una nuova pubblicazione del Cenacolo di Ares dedicata alla vita, artistica e non solo, del Maestro Beppe Chierici.
Il racconto si dipana lungo tutta l’esistenza di Chierici per mezzo di un’intervista di Dario Faggella, artista a sua volta, che ha curato tutte le grafiche presenti in questa e in altre opere di Beppe, e al quale va il nostro ringraziamento. Una chiacchierata nata per caso, tra amici, più che un’intervista in senso classico, fredda e formale, ma anzi un’occasione per far risaltare aspetti poco conosciuti al grande pubblico di questo artista vagabondo e irriducibile umanista.
Si parte dalla prima infanzia, dove fanno da scenario un Piemonte e un’Italia in guerra e appena usciti dalla guerra, dove il nostro si troverà a conoscere e ad affrontare tutte le difficoltà e le privazioni di una situazione difficilissima. Dal patire la fame alla vigliaccheria dei crimini fascisti, dalla quale Chierici svilupperà già da allora un viscerale odio verso i prepotenti, i razzisti e i prevaricatori di ogni risma, e anche una grande sensibilità e solidarietà verso i più deboli, gli ultimi, gli indifesi e le vittime. Commovente il ritratto della madre, una donna piccola e minuta ma di straordinaria statura morale, coraggiosa e instancabile nell’aiutare non solo la sua famiglia ma anche quella di chiunque ne avesse bisogno, e non da ultimo le forze della Resistenza Partigiana e antifascista. Un esempio imperituro di bontà e forza d’animo, come ricorda lo stesso protagonista, che non lo abbandonerà mai per tutta la vita.
Altrettanto toccanti le pagine parigine dedicate all’amico Brassens, chansonnier francese padre di tutti i cantautori europei e non solo. Viene fuori un ricordo pieno di ammirazione, stima e affetto sia per l’artista che per l’uomo. Sì, perché Brassens non è stato solo quello straordinario artista che ha saputo rivoluzionare la storia della canzone con la sua poesia e i suoi contenuti ma è stato anche un grande uomo. Timido e riservato, in realtà molto risoluto nell’affermare e nel praticare la sua filosofia di vita anarchica, antifascista e solidale con i più sfortunati. Numerosissimi gli episodi di mecenatismo e altruismo verso artisti in difficoltà o uomini qualunque, uomini semplicemente. Beppe è stato suo amico personale e traduttore delle sue opere per molti anni, diffondendole, facendole conoscere e apprezzare al pubblico italiano, sempre con la supervisione e l’accordo dell’autore originale, che ne apprezzava la sua trasposizione.
Come non citare ancora, tra gli episodi fondamentali della sua vita, la lunga permanenza in Africa. Chiunque vi sia stato, sa che il continente africano rappresenta un’esperienza molto forte, che segna e lascia dentro tracce indelebili, e così pure è stato per il Maestro Chierici.
Ancora l’Europa del ‘68, tra Italia e Francia, con tutti i movimenti artistici della controcultura, il teatro spontaneo, per le strade, nei borghi, tra la gente. I compagni di viaggio, artisti straordinari che vivevano solo per la loro arte da condividere, senza compromessi e senza secondi fini. La lunga permanenza francese, il teatro, gli amori, il premio Molière e il ritorno definitivo in Italia, nel suo buen retiro umbro con la compagna.
In mezzo a tutto questo anche il rapporto non sempre facile con cinema e televisione. In particolare, nel caso del cinema, mi pare di leggere un qualche rammarico per un rapporto che sarebbe potuto essere più proficuo per entrambi ma vuoi per il carattere a volte schivo di Beppe, vuoi per le circostanze, la relazione non ha potuto essere fruttuosa come avrebbe meritato.
Una lunga sequela di incontri con artisti famosi, personaggi straordinari o semplicemente curiosi, amori, invaghimenti, delusioni, paure e speranze lungo ottant’anni vissuti intensamente e raccontati con una fluidità e una leggerezza che toccano l’animo del lettore.
Sì, perché anche se il libro si legge con grandissima godibilità, più di 200 pagine che volano letteralmente, sono presentati ritratti commoventi di uomini e donne incontrati dall’autore che non lasciano indifferenti. Una chiacchierata piena di sentimento e umanità dove il trasporto, la comprensione e la solidarietà sono il pane quotidiano del protagonista che oltre a essere un grande artista dimostra di essere anche un grande uomo, sensibile e vicino ai suoi simili, scevro di ogni interesse che non sia l’arte, la condivisione e la fratellanza dell’uomo con l’uomo.
Mi sia consentita anche una nota personale. Proprio l’anno scorso ho avuto la fortuna di conoscere il Maestro Chierici, che si trovava in Sardegna per un breve giro di presentazioni e col quale ho avuto anche il piacere e l’onore di condividere il palco in un incontro letterario cagliaritano. Ho quindi conosciuto Beppe, come mi permetto di chiamarlo, e ho avuto modo di apprezzarne dal vivo tutte le qualità che così bene qui si raccontano. Non posso che confermare quello che il lettore avvertirà nello scorrere di queste pagine, dove grandi qualità artistiche e grandi qualità umane si fondono e vanno di pari passo. Non succede così spesso come si potrebbe credere ma quando succede è una festa per ogni cuore sensibile.
Chiudo nella speranza che questo lavoro, che vede la luce grazie alla testardaggine del comune amico e direttore editoriale del Cenacolo di Ares, Igor Lampis, possa far riscoprire il lavoro di un grande artista europeo che merita di essere apprezzato per le sue straordinarie doti artistiche e umane che di questi tempi costituiscono un ottimo esempio e un bellissimo messaggio per tutti.

Ivo Murgia





Presentazione del CD “100 volte W Brassens!”

Come dice il titolo del disco, siamo arrivati a 100!
Beppe Chierici ha raggiunto il suo obiettivo di cantare 100 canzoni di Brassens e noi collaboratori e fans ne siamo felici!
La mia esperienza personale con il traduttore/cantante Chierici è stata un’esperienza di curiosa e soddisfacente ricerca. Ho dovuto faticare non poco per scovare qua e là, dispersi nella rete, i suoi vecchi lavori e posso dire che sono tutti dei capolavori, dai primi degli anni 60 agli ultimi degli anni 2000.
E a differenza dei tanti traduttori e interpreti italiani che ho ascoltato, ho avuto subito la sensazione che questo uomo d’altri tempi facesse tutto ciò per un solo motivo: amore smisurato verso il suo amico Georges!
Cosa che appartiene solo a lui e motivo per cui considero Beppe Chierici il migliore traduttore e interprete italiano di Brassens.
Dopo averlo ammirato come artista, ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona e di poter collaborare con lui. Il frutto della nostra collaborazione è appunto questo disco di cui ho curato gli arrangiamenti e suonato le musiche insieme all’ormai sempre presente e insostituibile Giuseppe Mereu alias Doc Pippus che come me condivide la passione per i due cantautori.
Per queste tredici canzoni Beppe ci ha chiesto degli arrangiamenti semplici, chitarra e basso, che ricordassero gli originali e che profumassero di live, ed è quello che abbiamo fatto.
Infatti ascoltando il disco si ha l’impressione di essere catapultati in un vecchio locale dove un tipo come “Il Bercio”, tra un urlo e l’altro, riempie di vino scadente i bicchieri bucati dei suoi avventori assetati, mentre tre musicisti, incuranti della confusione, ma in perfetta sintonia con la situazione, tanto da avere loro stessi il bicchiere pieno, allietano la serata ai presenti con le belle canzoni del cantautore francese che, a poco a poco, catturano l’attenzione dei più distratti, dopo avere già catturato l’attenzione delle belle fanciulle in sala!
A cose fatte dopo l’ascolto del disco ho detto a Beppe: «Mi piace molto, è il disco più punk che hai fatto!»
Non so come l’abbia presa ma per me è un complimento sincero!
Buon ascolto.
Igor Lampis


Gli autori

Beppe Chierici, piemontese, toro ascendente leone (per chi ci crede). […]

Dario Faggella nasce a Roma nel 1981. Dopo gli studi classici inizia, da autodidatta, a coltivare il proprio interesse per il disegno. Dopo alcune pubblicazioni su Pizzino ed Emme (l’Unità), incontra Beppe Chierici, per cui realizza disegni e fumetti presenti nel libro/disco «La Cattiva Erba». Gestisce il suo sito personale dariofaggella.it

Disponibilità immediata
18.00 € Aggiungi
Cenacolo di Ares Edizioni - Aps Ethiquà - PIVA 03486480928
Torna ai contenuti | Torna al menu